Anno Accademico 2005/2006

L’anno si apre con un impegno il 9 di ottobre, giorno in cui il coro partecipa alla cerimonia in onore degli ex studenti dell’Ateneo pisano, laureatisi da venticinque e cinquant’anni. Per l’occasione vengono presentati Mich zieht es nach dem Dörfchen hin, Gute Nacht, Romanze vom Gänsebuben, Zigeunerleben, op. 29 di Schumann ed alcuni brani tratti dai Carmina Burana di Orff, il tutto coronato dal Gaudeamus. L’uscita successiva vede il coro in organico ridotto esibirsi all’Hotel Duomo, per il cinquantenario del Lions Club di Pisa, proponendo brani che dai rinascimentali Gastoldi e Banchieri arrivano fino a Schumann ed ai brani scozze si dell’Ottocento.

Il successivo impegno del Coro è la partecipazione al brano finale del concerto organizzato dall’Associazione Orchestra Giovanile Universitaria, che vede anche la presenza del Coro Vincenzo Galilei e si tiene il 29 novembre in Duomo: si tratta della Fantasia op. 80 di L. van Beethoven, la cui parte solista, al pianoforte, è interpretata dal maestro Canino.
Il 14 di dicembre si inaugura la nuova biblioteca della facoltà di Ingegneria: il coro partecipa con una selezione di canti natalizi, che conta_La fantasia su *In dulci jubilo_, il canto tradizionale Still, Still, Still ed i gospels The Virgin Mary Had A Baby Boy e Go Tell It On The Mountain; a questa esibizione succede, il 16 dello stesso mese, l’inaugurazione dell’anno accademico, in Sapienza.

Questa stagione è inoltre resa più interessante dallo scambio avviato con il coro dell’Università di Girona (presso Barcellona), diretto dal maestro Joan de la Creu Godoy i Tomàs, il quale tiene un concerto il 16 di dicembre, presentando alcuni canti della tradizione spagnola (soprattutto dalla Catalonia).
Il coro catalano prende parte inoltre al Concerto di Natale, tenuto sabato 17 dicembre in San Michele in Borgo. La serata è aperta dal Coro dell’Università di Pisa, con Fantasia sul corale “In dulci jubilo” di Pallottini, Christus est di Bartolucci, Still, still, still (elaborazione di Ledger), The first Nowell (elaborazione di Willcocks), Go tell in the mountain (elaborazione di Norton). La parte strumentale vede C. Comastri al flauto, M. Cristiani all’oboe, P. Pirro al pianoforte e C. Pallottini all’organo.

Nella seconda parte della serata, il coro spagnolo si esibisce in Magnificat di Pachelbel, Is any afflicted di Billings, Cantique di Jean Racine di Fauré, Jericho; seguono alcuni canti natalizi catalani. Al pianoforte C. Banet Castellà. Il concerto si chiude con l’esecuzione a cori riuniti di Suite Natalizia (di Pallottini) e del’Halleluja da “The Messiah” di Handel.
Durante i mesi che seguono il coro si concentra sulla preparazione del Davide Penitente, opera presecelta in omaggio all’anniversario mozartiano per il tradizionale appuntamento di giugno.

Il suddetto scambio ha seguito ad aprile, con una trasferta di quattro giorni in Catalonia: sabato 22, infatti, il Coro Universitario si esibisce nell’Auditorium de la Mercé, a Girona, occasione in cui presenta una summa del proprio repertorio, introdotta dal secondo coro del Davide Penitente (Cantiam) ed arricchita da tre cori di Verdi (Coro di Crociati e Pellegrini, dai Lombardi alla prima crociata; Barcarola, da I due Foscari; Va’ pensiero dal Nabucco) e dalla Suite Toscana, rielaborazione di alcuni canti tradizionali toscani curata da C. Pallottini.
La sera seguente, in occasione della festa patronale della Catalonia (S. Giorgio), i due cori si esibiscono ancora una volta insieme nella Església del Mercadal; il concerto si chiude con Sanctus e Lacrimosa, dal Requiem di Mozart e con il Finale dalla Fantasia op. 80 di Beethoven, eseguiti a cori riuniti.

Gli impegni successivi sono per il 6 di maggio nell’Aula Magna della Sapienza, in cui il coro ha presentato tre Lieder di Schumann e il Finale dalla Fantasia di Beethoven; il 26 si esibisce al Palazzo dei Congressi, in occasione della maratona per i Trapiantati. Il primo di giugno, in Sapienza, si tiene il concerto per la Festa della Repubblica.
Il grande concerto di giugno è ancora una volta dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart: il 15 giugno, nella Chiesa ci S. Caterina, viene eseguito il Davide Penitente. Per l’occasione Monsignor Plotti convengono, il neo-rieletto Rettore Marco Pasquali, il Direttore Riccardo Grasso e l’immancabile professoressa Carolyn Gianturco, che come di consueto si incarica di presentare l’esibizione al numeroso uditorio.
Con il Coro Universitario sono l’Orchestra Sinfonica della Città di Grosseto ed i solisti Maria Billeri (soprano), Fulvia Bertoli (mezzosoprano) e Marco Mustaro (tenore). Il primo tempo è dedicato alla musica strumentale, con l’esecuzione, magistralmente diretta dal maestro Stefano Barandoni, delle Sinfonie n. 1 KV 16 e n. 10 KV 74.

Guidato dal suo carismatico direttore, il coro propone il Davide Penitente KV 469 di W.A. Mozart per Soli, Coro e Orchestra, una composizione poco nota dalle sonorità interessanti e talora inconsuete, e che in sé combina, alternandole, certa freschezza lirica e una struggente capacità drammatica. Già nel primo brano, con l’arpeggio iniziale in do minore, in cui le sezioni si sovrappongono progressivamente con effetto organistico, Mozart traccia una sorta di volta, in cui la frase dei soprani, improvvisamente isolata, si inserisce e risuona come immersa in un maestoso silenzio, per poi ricongiungersi alle altre voci. Il pezzo successivo è uno slancio di quasi impertinente fiducia, un invito a cantare e lodare il Signore, con un ampio uso del fugato e di arpeggi in moto contrario.

Il coro ha tuttavia mostrato le proprie capacità ed il grado di affiatamento con il proprio maestro soprattutto nel brano a cinque voci e nel doppio coro: auspicio di perdono l’uno e disponibilità ad una punizione purché mite l’altro, sono entrambi molto drammatici e ricchi di dissonanze e cromatismi.
A tutti gli interventi corali si alternano le voci dei solisti, con tre arie, un duetto ed un terzetto, ricchi di virtuosismi e caratterizzati da una spiccata espressività, ora angosciata ora festosa, intensamente partecipata dagli interpreti. La composizione si chiude con una grandiosa fuga, che inneggia al potere rassicurante della fede in Dio, ripetendo in modo quasi ossessivo come “Chi in Dio sol spera non ha timore”, fino alla chiusura in un possente unisono, ove si raccolgono le voci che si sono inseguite lungo tutto il brano.

Nonostante le difficoltà che l’opera comportava anche per l’uditorio, essendo poco conosciuta e decisamente complessa, il pubblico accoglie con entusiasmo l’esecuzione, richiedendo addirittura un bis. Il concerto è stato quindi riproposto a Grosseto, al Cassero Senese della Fortezza Medicea. Inoltre, è disponibile la registrazione, in un CD che contiene le Sinfonie e il Davide Penitente.

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