Anno Accademico 1999/2000

La docente di Storia della Musica Carolyn Gianturco, dietro incoraggiamento del professor Marco Santagata, Direttore del Dipartimento di Studi Italianistici, Facoltà di Lettere, sottopone all’allora Rettore Luciano Modica il progetto “Musica corale all’Università”, un’idea rivolta non solo ai molti che del curriculum musicale hanno fatto una scelta, ma soprattutto a chi, rivoltosi ad altri studi, è restio ad abbandonare definitivamente quell’ambito, o vorrebbe sperimentarlo per la prima volta. Il progetto, sostenuto dal Prorettore Vicario Guido Paduano, incontra l’approvazione del Rettore, nonostante le implicite difficoltà: l’Italia, paradossalmente, non ha una solida tradizione in tal senso, per gli studenti sarà un’idea nuova, forse estranea, senz’altro esotica, associata com’è all’immagine delle scuole anglosassoni.

Si costituisce un Comitato Promotore, che conta l’adesione di Pierluigi Braccini, Enrico De Angelis, Stefania Degl’Innocenti, Gianfranco Denti, Maria Antonietta Ferri, Gianfranco Fioravanti, Guido Paduano, Marco Santagata, Marina Soriani, Carla Tini, Marco Tongiorgi, con il coordinamento di Carolyn Gianturco. Esecutore materiale del progetto sarà il maestro Stefano Barandoni, laureato in Storia della Musica e già noto nell’ambiente musicale pisano per la fondazione e la direzione del Coro Polifonico San Nicola, istituzione che ha finora supplito in parte alle esigenze degli studenti melomani più intraprendenti.

A ottobre si dà il via alla scommessa: viene messa a disposizione l’aula di musica della Facoltà di Lettere, all’ultimo piano di Palazzo Ricci, e inizia l’opera di propaganda. Quella cui Pisa assiste è una vera e propria invasione: facoltà, sale studio, mensa, i punti nevralgici della vita studentesca sono letteralmente tappezzati da manifesti, in cui si annuncia la costituzione di un Coro Universitario. Primo incontro, 14 ottobre, alle 19. Il riscontro è pressoché immediato; nell’arco del primo mese, una trentina fra studenti e personale (docente e non), ragazzi Erasmus e Socrates, aderisce all’iniziativa, iniziando con esercizi di respirazione e un pezzo a tre voci di Giovanni Giacomo Gastoldi, L’invaghito, ancora oggi considerato una sorta di mascotte dai veterani del Coro. Uno dei caratteri distintivi del gruppo, oltre all’eclettismo dei suoi componenti, è senz’altro l’atteggiamento goliardico, di non sempre facile gestione ai fini dello studio.

Il 28 gennaio, l’inaugurazione dell’anno accademico, tenuta nell’Aula Magna Nuova della Sapienza, fornisce l’occasione di una prima esibizione: il Rettore vuole rendere ufficiale la nuova istituzione, ma l’invito suscita sorpresa e timori per un’uscita che si teme prematura. Dopo soli tre mesi di prove, tuttavia, l’affiatamento raggiunto è tale da supplire ampiamente con l’entusiasmo all’ancora precaria preparazione. Il Coro esordisce così con quattro “Balletti per cantare, sonare e ballare” di Gastoldi (1555-1622): Il ballerino, L’invaghito, Il risentito, L’umorista. È una sorta di prova generale, il cui esito sorprende piacevolmente esecutori e spettatori: non solo applicazione ed entusiasmo danno il loro riscontro, ma si ravvisa, nel Coro, un’occasione individuale di incontro e di crescita, e soprattutto la possibilità collettiva di riconoscersi “gruppo”, in un progetto che, dell’Ateneo pisano, diviene un po’ bandiera. Un modo diverso di “vivere” l’Università.

Il Coro è visto con particolare simpatia anche dal Prorettore per gli Studenti Gianfranco Denti, la cui collaborazione sarà fondamentale per un sempre maggior inserimento di questa nuova realtà nell’Ateneo pisano. Ma si tratta solo di una tappa, e la preparazione del repertorio continua in vista dell’uscita ufficiale, che si terrà alla fine dell’anno accademico e verrà inserita nel ciclo di manifestazioni del Giugno Pisano: una responsabilità che eccita e spaventa al tempo stesso, stimolando tutti ad un rinnovato impegno. La scelta della divisa cade sul nero: vestito lungo per le sezioni femminili, completo su camicia bianca, per quelle maschili. L’Università fornisce poi cravatte e spille con lo stemma dell’Ateneo (il Cherubino), e promette di provvedere anche ai foulard per l’anno successivo.

Il 21 giugno 2000, il Coro affronta il suo primo concerto, accompagnato da strumentisti universitari quali: Chiara Comastri e Luigi Nannetti ai flauti primi, Irene Luperini e Francesca Salusti ai flauti secondi, Giorgio Spugnesi al fagotto, e Laura Pasqualetti al pianoforte. Alcuni di loro torneranno a collaborare con il Coro dell’Università in diverse occasioni. Il programma comprende: Anonimo dai “Carmina Burana” Cantio vernalis Tempus hoc letitie G.G.Gastoldi dai “Balletti” Il ballerino (1555-1622) L’invaghito Il risentito L’umorista dal Il libro di “Canzonette” Se ben vede ch’io moro Credete forse di farmi morire Tra tutti quanti Vuol ch’io l’ami costei Se ben parto, mia vita Ridi e scherza, o crudel A. Banchieri (1568-1634) dal “Festino della sera del giovedì grasso” Capricciata Contraponto bestiale G. Donizetti (1797-1848) Suonata per flauto e pianoforte flautista: Chiara Comastri pianista: Laura Pasqualetti Spiritual Sometimes I feel R.J. Powell Christ, whose glory fills the skies Spiritual Pick a bale o’cotton R.C. Lau Here, o my Lord Spiritual Sit down servant.

L’organico è così composto: Soprani: Lucia Baruzzo, Letizia Bicocchi, Marina Carniel, Cristina Conti, Stefania Degl’Innocenti, Raffaella Distante, Elena Fagiolini, Rita Gaiozzi, Eris Mhilli, Susanna Monti, Donatella Morea, Gabriella Ortore, Franca Passoni, Giada Piazzese, Elisa Pouli, Marina Soriani, Francesca Romana, Sprizzirri, Maria Rosaria Spizzirri, Annita Toffanin, Stefania Uccheddu Contralti: Angela Angeli, Elisa Bianchi, Anna Biddle, Sheena Cameron, Neva Chiarenza, Gioia Chatraki, Sophie Collard, Marianna Conti, Federica Di Girolamo, Amy Dyster, Sarah D’Angelo, Franca Floris, Anna Guerra, Erika Lottini, Eugenia Massari, Camilla Olsrowska, Anna Pacucci, Elena Monica Raffaeta’, Elisa Raggi, Ileana Romeo, Marcella Sechi, Viola Sordini, Sara Vecchio Tenori: Volker Berchtold, Alfonso Masucci, Senio Picchi, Luca Predolin, Andrea Raggi, Massimiliano Razzano, Giuseppe Scazzi Bassi: Lorenzo Anichini, Samuele Antonini, Giovanni Baldini, Fabrizio Balsini, Antonio Cammarata, Costantino Cossu, Alessio Dada’, Francesco Guzzo, Stefan Lindinger, Gialuca Novelli, Andrea Pappalardo, Marco Patrignani, Francesco Rizzi Ariani, Massimo Rossi, Stefano Salvia, Francesco Tantini, Christian Uebach, Damion Wallace L’esibizione, presentata dalla professoressa Carolyn Gianturco, è accolta con curiosità e calore: la sede, ancora una volta l’Aula Magna Nuova della Sapienza, è gremita, e molte persone sono costrette ad assistere da fuori. Condizioni, queste, destinate a ripetersi, tanto da indurre, anni dopo, a spostare i concerti al Palazzo dei Congressi.

Dopo l’apparizione per così dire preliminare di gennaio ed il concerto di giugno, il Coro è chiamato ad esibirsi il 3 luglio al Convegno promosso dall’Associazione Oncologica pisana per i Seicento anni di Medicina a Pisa, tenutosi al Parco Termale di Uliveto. L’anno accademico 1999/2000 può dunque considerarsi l’anno di rodaggio, durante il quale il maestro Stefano Barandoni si trova ad amalgamare 68 voci di musicisti e neofiti. Cantare insieme, attaccare, pensare insieme, secondo l’intenzione unica del direttore, porta ad un grado di affiatamento inaspettato.

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