Anno Accademico 2021/2022

Sebbene in modalità virtuale, il Coro partecipa il 18 ottobre 2021 all’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del Presidente della Repubblica al Pala CUS, con il video registrato l’anno precedente nel cortile del Palazzo della Sapienza cantando l’inno nazionale. Le sfide imposte dalla situazione pandemica, non ancora del tutto risolta, continuano, ma il Coro è pronto ad affrontare il nuovo anno con uno spirito nuovo e pieno di speranza. Riprendono le prove in presenza nella più ampia sede del Polo Carmignani e nel rispetto delle normative di prevenzione per il contenimento dei contagi. Nuovi coristi si uniscono entusiasti e una nuova famiglia si riunisce intorno al pianoforte. Si continua a preparare l’oratorio Dante. L’altre stelle, ma purtroppo le restrizioni sanitarie ancora vigenti non ci consentono di presentare il nostro lavoro il 26 novembre, come avevamo sperato: tutti i coristi e tutta l’orchestra non sarebbero potuti entrare sul palcoscenico! L’oratorio è ancora rimandato, alla primavera 2022. Intanto, si avvicina sempre di più quello che sembrava un miraggio: il concerto di Natale. Così, come se il tempo non fosse trascorso, il 15 dicembre 2021, il Coro dell’Università di Pisa è tornato in scena al Teatro Verdi insieme alla pianista Silvia Mannari e al soprano Maria Billeri, con un nuovo programma, preparato in poco tempo, di musiche di Gioacchino Rossini, Robert Schumann e canti della tradizione natalizia. Un filo rosso ha unito il nuovo concerto all’ultimo che aveva visto i coristi protagonisti nelle celebrazioni del ventennale: Con la forza della musica… di nuovo insieme. Si, di nuovo insieme, alcuni volti diversi, ma con un entusiasmo sempre uguale per affrontare il nuovo anno di musica.

Nella trepidante attesa di portare in scena l’Oratorio “Dante. L’altre stelle”, programmato per il mese di maggio, i coristi inaugurano il 2022 all’insegna di un doppio percorso musicale di studio e ripasso. Parallelamente all’oratorio “Dante. L’altre stelle” del Maestro Bargagna, si studia uno dei più amati fra i concerti, la grande Messa di Requiem di Mozart in previsione di un concerto nel mese di giugno. I numerosi coristi che sono diventati parte del gruppo quest’anno partecipano con entusiasmo alle prove e le soddisfazioni non tardano ad arrivare. Infatti, il 10 marzo il Coro è chiamato a partecipare alle celebrazioni per i 150 anni dalla morte di Giuseppe Mazzini. Così, una rappresentanza del Coro guidata dal Maestro Barandoni ha avuto l’onore di prendere parte, nella splendida cornice degli Arsenali repubblicani, alla cerimonia di apertura delle celebrazioni alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico con un repertorio della tradizione risorgimentale.
Dopo una breve pausa per le vacanze di Pasqua, il conto alla rovescia per il grande oratorio dantesco è ormai cominciato. E finalmente, è arrivata, come un miraggio, la fatidica data del 14 maggio l’oratorio “Dante. L’altre stelle” al Teatro Verdi. Diretti dal Maestro Stefano Barandoni, il Coro dell’Università di Pisa e la Tuscan Chamber Orchestra sono stati protagonisti della prima esecuzione assoluta di questo progetto che, patrocinato dal Comune di Pisa e dalla Regione Toscana, promosso dal Ministero della Cultura rientrava fra gli eventi inseriti dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Dantesche a 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Proprio con l’idea di celebrare in musica il sommo poeta in occasione dell’anniversario ricorrente nel 2021, si era costituito, nel gennaio 2020, un comitato di letterati e musicisti formato da Alberto Casadei e Fabrizio Cigni, docenti del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, Maria Antonella Galanti, responsabile del Polo musicale, Alessandra Lischi, delegata del Rettore per la comunicazione e la diffusione della cultura, Stefano Barandoni, direttore del Coro dell’Università di Pisa. Così, nasceva “Dante. L’altre stelle”, il cui libretto è stato affidato al Professor Alberto Casadei. Con testi originali e un’antologia di opere dantesche l’oratorio sviluppava un racconto in cui i motivi che portarono Dante alla scrittura della Divina commedia si accompagnavano alle parole di un Dante narratore, un personaggio sfaccettato, simbolo di tutti gli esseri umani, la cui interpretazione recitativa è stata affidata all’attore Renato Raimo. Gli spettatori sono stati così accompagnati in un viaggio che alternava la malinconia dell’esilio alle rime petrose, le musicalità aspre dell’Inferno a quelle delicate del pure del Paradiso. Protagonisti canori nell’alternanza di musica e recitativi il soprano Paola Cigna, il baritono Carlo Morini, il tenore Marco Mustaro che hanno dato voce al Sommo poeta, a Virgilio, a Beatrice, ma anche a Ulisse, al Conte Ugolino, a Farinata degli Uberti. Coristi e orchestrali, sotto la guida maestro Barandoni, sono stati artefici delle melodie ora infernali, ora sublimi fino alla contemplazione divina, in un crescendo di emozioni. Da dannati a angeli, dai lamenti pietosi dei figli di Ugolino ai cori inneggianti Beatrice, dall’amore alla morte, i coristi hanno contribuito alla realizzazione di un evento unico nel suo genere e che ha riscosso un grande successo, come testimoniato dalla grande partecipazione del pubblico a entrambe le recite. Il coinvolgimento emotivo degli esecutori ha inoltre contribuito a rendere l’oratorio davvero una grande opera collettiva. Effettivamente, per i coristi la preparazione dell’oratorio è stata, simbolicamente, un viaggio dantesco: dopo la selva oscura e l’inferno dei lockdown nazionali, il Purgatorio dello studio delle parti on-line e le prove a sezione singole, infine, il Paradiso riconquistato. Dopo i vari rinvii dello spettacolo – inizialmente programmato per il maggio 2021 – a causa della pandemia da Covid-19 e del permanere delle prescrizioni anticontagio, i coristi hanno finalmente visto ripagati i loro sforzi, non solo con gli applausi del pubblico, numeroso anche allo spettacolo del giorno successivo (15 maggio), ma anche dal sentire che qualcuno fra gli spettatori, all’uscita, canticchiava già uno dei motivi da poco ascoltati. Dante, con le sue parole si conferma come poeta più che mai attuale, il sipario si chiude sulle due serate: spettatori ed esecutori sono usciti “a riveder le stelle”; “l’altre stelle”, quelle cantate nell’oratorio, continueranno a sentirle nei loro cuori ancora per molto tempo.

Galvanizzati per i recenti successi danteschi, i coristi non sono ancora in “ferie” infatti il Coro è chiamato il 2 giugno a partecipare al 76° anniversario della Festa della Repubblica Italiana. Un gruppo in rappresentanza del coro ha avuto l’onore di chiudere i festeggiamenti con un repertorio di musiche risorgimentali e cori verdiani nella stupenda cornice della Piazza dei Miracoli.
Poi, il 15 giugno, presso la Biblioteca comunale San Michele degli Scalzi di Pisa, un gruppo di coristi partecipa alla presentazione della mostra fotografica #RESPIRA. “Immagini dall’interno”, organizzata dal Covid Hospital Ed. 21 Santa Chiara AOUP.
Il secondo grande concerto di quest’anno accademico, con in programma la Messa di Requiem in re minore K 626 di W. Amadeus Mozart, si è tenuto il 24 giugno nella splendida chiesa di Santa Caterina d’Alessandria a Pisa. Una data non casuale: il concerto è stato infatti organizzato nel primo anniversario dalla scomparsa di Maria Antonella Galanti responsabile del Polo Musicale di Ateneo dal 2013, cui poi è stato dedicato anche il Polo Musicale. I coristi, insieme agli orchestrali della Tuscan Chamber Orchestra, hanno eseguito la messa con trasporto dedicando a lei, e poi anche alle altre figure importanti per la storia del nostro Coro e scomparse negli ultimi due anni – il Magnifico Rettore Luciano Modica, promotore del coro; Giancarlo Dell’Amico, responsabile organizzativo; Gianluigi Barbaglio, tenore; Laura Pasqualetti, pianista; Carolyn Gianturco, fondatrice del Coro e responsabile del Polo Musicale sino al 2013 e scomparsa solo pochi giorni prima l’esecuzione – un’unica voce fatta di note, preghiere, ricordi. La chiesa gremita, la serata calda, l’emozione serpeggiante fra pubblico ed esecutori, l’atmosfera a dir poco surreale. Il maestro ha diretto coristi e orchestrali in quello che è diventato un unico, continuo, movimento di strumenti, voci, un’onda d’emozioni diretta verso il cielo dove una cortina di stelle, fra cui alcune più brillanti di altre continueranno a vegliare e guidare i canti futuri dopo la meritata pausa estiva.

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