Anno Accademico 2007/2008

Il coro conta ormai nove anni di attività e, come ormai è consuetudine, l’inizio dell’attività accademica lo vede già impegnato con alcune esibizioni.
Il 6 ottobre presenzia, in organico ridotto, all’assegnazione del Premio Galileo Galilei, eseguendo la Suite Toscana e due pezzi di Debussy, “Dieu! Qu’il la fait bon reguarder!” e “Yver, vous n’êtes qu’un villain!”, entrambi su testo Charles d’Orléans e cantati a cappella. Il pubblico apprezza il breve interludio ed il coro viene invitato presso l’Università di Torvergata.

Il successivo 14 ottobre il Coro Universitario chiude la X Conferenza nazionale di Sanità Pubblica, proponendo, nella suggestiva chiesa di San Francesco, le Chansons di Debussy, la Suite Toscana, alcuni brani dei Carmina Burana, tre cori di Verdi (La Barcarola, Oh Signore dal Tetto Natio, Va’ Pensiero) ed il Te Deum di Puccini (da Tosca). Accompagnato come di consueto dal pianista P. Pirro, il coro si avvale anche della collaborazione dell’organista Sorrentino e del baritono A. Luongo.
Il consueto calore saluta i cantori dell’università in occasione della 51° edizione della Cerimonia Nozze d’Oro e d’Argento con la Laurea, tenutasi l’11 novembre presso il Palazzo dei Congressi. Oltre ai pezzi toscani ed ai brani di Verdi, viene eseguito l’inno degli studenti pisani (Di Canti di Gioia), durante il quale alle voci dei coristi si aggiungono quelle commosse del pubblico, alzatosi in piedi.
Particolarmente gravido di impegni è il mese di dicembre: il giorno dell’Immacolata il coro è a Innsbruck, per esibirsi con il coro dell’Università locale, nella Chiesa dei Gesuiti.

Dopo una breve presentazione, la serata è stata aperta dal Universitätschor di Innsbruck, che, diretto dal maestro Georg Weiß, esegue l’Inno dell´Avvento “Komm, Herr Jesus” (M. Howe), Jesus bleibet meine Freude BWV 147 (J.S. Bach), Locus iste (A. Bruckner) e Jauchzet dem Herrn, alle Welt (Salmo 100) (F. Mendelssohn-Bartholdy). Sono quindi intervenuti il Magnifico Rettore dell’Università di Innsbruck, Univ.-Prof. Dr. Karlheinz Töchterle, ed il Console Generale d´Italia a Innsbruck, il Consigliere d’Ambasciata Alberto Ceccarelli, per salutare e ringraziare il coro ospite ed auspicare nuovi scambi tra i due atenei.
Il coro dell’Università di Pisa ha presentato un repertorio natalizio affatto originale, proponendo al pubblico austriaco due opere dell’autore pisano Marco Bargagna: Concerto sacro dell’Annunciazione per soli, coro e strumenti e Concerto sacro per la notte di Natale per soprano, coro e strumenti (di quest’ultima composizione è stato registrato un cd, contenente anche altri brani natalizi), entrambi elaborati su testi risalenti al XIII-XV secolo.

I brani, con le loro sonorità ora gioiose ora misteriose e struggenti, arricchiti di sfumature esotiche e di reminiscenze medievali, hanno rapito l’uditorio, trasportandolo con dissonanze ed armonie inaspettate in un clima di anticipazione e meraviglia, coronato dalla Suite Natalizia, che ha concluso il concerto: in questo arrangiamento di canti natalizi tradizionali di Claudiano Pallottini, i due cori hanno cantato insieme, in un’atmosfera resa suggestiva dalle candele accese e dalla disposizione dei coristi austriaci nelle cantorie poste lungo il perimetro della chiesa.
Il coro universitario di Pisa si è avvalso della collaborazione degli strumentisti Giovanna Nieri (flauto), Tommaso Guidi (oboe), Luca Pieraccini (tromba), Nicola Cellai (tromba), Francesco Dell’Omo (percussioni), Giogio Ribechini (timpani),Piergiorgio Pirro (pianoforte) e Aureliano Zattoni (organo).

Particolarmente apprezzate sono state le esibizioni dei solisti: i soprani Valeria Cerrai, Federica Nardi e Virginia Puccini ed il tenore Sergio Quaranta; il coro ha inoltre ricevuto i complimenti calorosi del console italiano, trattenutosi dopo il concerto per esprimere il proprio apprezzamento.
Il concerto viene riproposto a Pisa, nella chiesa S. Michele in Borgo, mercoledì 12 dicembre, presentato come di consueto dalla prof.ssa Gianturco ad un pubblico fitto e caloroso.

Il 13 dicembre l’ensemble del coro chiude il ciclo natalizio all’Hotel Duomo, eseguendo la Suite Toscana e la Suite Natalizia per il Rotari Club.
Dopo la pausa natalizia il coro è impegnato nella preparazione di un programma nuovo e giovanile, che prevede il Gospel Jazz Mass di S. Dobrogosz e West Side Story di L. Bernstein, brani che saranno proposti in occasione del Giugno Pisano.
Nonostante il carattere impegnativo di un repertorio così moderno, il coro non si sottrae agli impegni accademici: il 15 di febbraio l’Ensemble si esibisce in Sapienza in occasione della cerimonia dei Cherubini, presentando i tre cori di Verdi ed il Gaudeamus Igitur; inoltre, mercoledì 23 aprile, alle ore 21,00, l’organico completo del coro esegue alcuni Gospel nella chiesa della Scuola Superiore Sant’Anna, mentre sabato 24 maggio, alle ore 17,00, si tiene, nell’Aula Magna nuova de La Sapienza, il Concerto/Scambio con il Coro dell’università di Innsbruck.

In seguito all’apprezzamento espresso l’anno scorso, il coro viene ancora una volta invitato a partecipare alle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il 2 giugno; in tale occasione vengono proposti alcuni canti risorgimentali, fra cui l’Inno di Garibaldi e l’Inno degli Studenti Pisani, tre cori di Verdi e l’Inno di Mameli.
Qualche giorno dopo l’intervento del coro allieta la cerimonia per i 25 e 50 anni dalla laurea.
L’attività di questo anno accademico si chiude giovedì 12 giugno, alle ore 21,15, nella chiesa di Santa Maria del Carmine.

La serata è interamente dedicata al Novecento, con un repertorio inconsueto, e resa indimenticabile anche grazie alla fresca drammaticità dell’Orchestra Girolamo Frescobaldi ed al genio poliedrico del pianista Piergiorgio Pirro e del batterista Giacomo Riggi. Direttore insostituibile, il maestro Stefano Barandoni.

Nella prima parte del concerto viene eseguita la Jazz Mass di Dobrogosz, una composizione del… in cui l’autore americano concilia tradizioni sacre e sonorità jazz, percorrendo con originalità strade già suggerite dal genio di autori come Gershwin.
L’opera si apre con una breve introduzione strumentale, in cui i temi di tutta la messa compaiono e si esauriscono come effimere volute musicali. Nel silenzio improvviso, il pianoforte introduce un ritmo ossessivo, su cui la sezione dei contralti si innesta, ripetendo il suo Kyrie. Su questa trama si inserisce a pioggia l’ordito dei soprani, con un inarrestabile effetto di crescendo.

Il brano si apre all’improvviso, coinvolgendo tutte le voci e l’invocazione finora sussurrata acquista la forza di un gong antico e solenne, echeggiando da una sezione all’altra. A questo brano marcatamente ritmico succede un Gloria di suggestione gregoriana, in cui la linea melodica si dipana pressoché libera da cesure, circondata da carichi silenzi.
Il Credo ed il Sanctus risultano in qualche modo più sontuosi, con la drammatica alternanza di voci maschili e femminili; soprattutto il secondo, che si apre con una serrata ripetizione della lode, scrosciando dalle note medio acute a quelle gravi, e che interpreta in modo quasi duro le parole di gloria; particolarmente suggestiva è la chiusura di questo pezzo, in cui le voci si rispondono, soffermandosi, prima oziose e poi sempre più insistenti, sulla stessa frase musicale, sostituendo via via alle parole del Sanctus quelle del Kyrie e del Kyrie riproponendo infine le note: una vera e propria coda che sembra segnare la fine dell’opera, la cui corona è invece costituita dall’Agnus Dei, e con pacata fiducia reitera senza sosta le stesse parole e la stessa melodia, creando un alone di tranquillità e dolcezza.

Tutta l’opera possiede una vena mistica che viene incessantemente comunicata, benché con mezzi di volta in volta differenti. In questa sorta di penombra raccolta, gli spirituals dello stesso autore, quali Halleluja too, Roads e Lord I’m free, si inseriscono in modo solare, esprimendo la spontaneità di una fede gioiosa; in essi il coro è stato accompagnato solo da pianoforte e batteria, con risultati suggestivi quanto coinvolgenti.

La seconda parte del concerto è dedicata a Bernstein, proponendo alcuni brani tratti dal musical West Side Story: la storia romantica e tragica dei personaggi è ripercorsa nei brani più celebri, il cui accompagnamento è stato adattato da Claudiano Pallotini. La voce solista di Tonight e di There’s a Time è interpretata dal baritono Giuseppe Scazzi, mentre il contralto Francesca Pagni si esibisce in Puerto Rico: solisti, coro e strumenti hanno saputo restituire intatta, in questi frammenti, l’intensità e la drammaticità dell’intera opera, passando con partecipazione dai colori soffusi di Somewhere e There’s a time ai toni incalzanti di Tonight e Maria, fino alle frizzanti note di I feel dizzy, per la malizia delle sole voci femminili, Puerto Rico e America.

In quest’ultimo pezzo particolarmente apprezzata è stata la vivacità dell’orchestra, che ha restituito la suggestione di una sfrenata danza.
Ancora una volta l’esibizione si chiude con prolungati applausi da parte del pubblico e con la consueta ovazione per il carismatico maestro Stefano Barandoni, che in un solo anno è riuscito a portare un coro avvezzo a ritmi e sonorità classici all’esecuzione di brani affatto diversi dai repertori precedenti, con risultati entusiasmanti non solo per gli interpreti, ma soprattutto per i fruitori.

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