Anno Accademico 2003/2004

Il sentimento con cui il Coro si ritrova dopo la sospensione estiva è un misto di orgoglio e preoccupazione: il successo riscosso, non solo a livello di pubblico, ma soprattutto sul piano della sfida personale che i Carmina Burana hanno rappresentato, porta con sé il corollario della responsabilità e delle aspettative. Crescere ancora, per un gruppo che tutto sommato è formato da dilettanti, sembra impossibile… Ma il tempo per i dubbi è poco, ed il 25 novembre si affronta la prima esibizione dell’anno, inserita nel ciclo Musica da Meditare, nella chiesa di San Sisto, in cui viene presentata una scelta dai canti natalizi in repertorio.

Già da ottobre, tuttavia, i coristi sono impegnati nello studio di alcuni brani molto particolari: durante la sospensione estiva, infatti, il direttore Stefano Barandoni, a sua volta soddisfatto della prestazione dell’anno precedente, ha chiesto a Marco Bargagna, maestro di coro al Teatro Verdi di Pisa e noto compositore, di scrivere un’opera natalizia appositamente per il Coro dell’Ateneo pisano. E la richiesta è stata accolta. La nuova sfida, quindi, consiste nella preparazione di un pezzo inedito, che verrà presentato in prima assoluta nei concerti natalizi di dicembre. Per questa composizione, intitolata Concerto Sacro per la notte di Natale, il maestro Bargagna ha scelto alcuni testi tratti dai libri liturgici e da un Anonimo del XVII secolo: l’opera è un gioco di contrasti che alterna sapientemente melodie cantabili e armonie dissonanti, pastorali e ritmi percussivi.

Lo stesso canone viene proposto all’inizio come Largo, quindi, dopo il solenne Gloria (e con altro testo), come Allegro con vita. Il pezzo di maggior impatto è però l’ultimo, il Surge et illuminare Jerusalem, un Allegro brillante che contrappone, con effetto fugato, le sezioni femminili alle maschili; la parte centrale (Omnes de Saba venient) è descrittiva e ironica, concepita per evocare, ancor prima che raccontare, l’arrivo di carovane e doni orientali; l’atmosfera si fa inaspettatamente cupa, in una premonizione del Sepolcro, ma subito s’innalza rinnovato il fugato iniziale, fino alla maestosa chiusura. E se le singole voci, in fase di studio, avevano a tratti sconcertato i coristi per la scarsa orecchiabilità, il “montaggio” dei pezzi ripaga in misura inaspettata degli sforzi sostenuti. La parte solistica è affidata ancora una volta al soprano Federica Nardi, mentre la parte strumentale annovera: – Chiara Comastri, flauto – Andrea Manghesi, oboe – Stefano Benedetti e Leandro Nannini, trombe – Giorgio Ribechini, timpani – Fausto Ruggeri, percussioni – Claudiano Pallottini, organo – Laura Pasqualetti, pianoforte Il 17 dicembre, nell’Auditorium della Chiesa di San Paolo all’Orto, a Pisa, davanti al personale dell’Università, si tiene un’anteprima, che soddisfa pienamente non solo il pubblico, ma lo stesso compositore.

Il concerto si chiude con la Suite Natalizia composta dal maestro Pallottini. L’indomani, nella chiesa di Santa Maria del Carmine, ha luogo la prima vera e propria del Concerto di Bargagna, cui segue una serie di canti tratti dal repertorio natalizio del Coro. Alla preparazione del concerto di giugno, viene intanto affiancato il ripasso di alcuni brani dai Carmina Burana che, insieme al Gaudeamus Igitur, vengono eseguiti il 30 gennaio in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. Il concerto di fine anno è quest’anno anticipato al 14 maggio, e vede per la prima volta insieme il Coro dell’Università e l’Associazione Orchestra Giovanile Universitaria, diretti dal nostro maestro Stefano Barandoni.

I ruoli solistici sono ricoperti da Paola Cigna (soprano), Fulvia Bertoli (mezzosoprano), Leonardo Melani (tenore) e Alessandro Luongo (baritono). Il programma è ambizioso: la Messa per l’Incoronazione (Messa n. 14 in do maggiore, Kv 317) di Mozart. L’esecuzione, introdotta da Carolyn Gianturco, avviene in una chiesa colma fino all’inverosimile: si contano più di 1500 persone! Il successo è enorme. Al termine del concerto prende la parola il prorettore vicario Lucia Tomasi Tongiorgi, che sottolinea l’ottima riuscita della manifestazione, e – a sorpresa – interviene anche il maestro Stefano Barandoni, per un ringraziamento ai coristi per l’impegno profuso in questi cinque anni di attività. La serata si conclude col “bis” del «Gloria» della Messa, che Barandoni fa dirigere a Francesco Pasqualetti, il giovane direttore dell’Associazione Orchestra Giovanile Universitaria.

Il 30 maggio il Coro è chiamato a cantare al Palazzo dei Congressi, in occasione della cerimonia dei 25 e 50 anni dalla laurea, alla presenza del Rettore. E’ proposta una selezione dal Festino nella sera del giovedì grasso avanti cena di Adriano Banchieri e da West Side Story di Leonard Bernstein. Il Coro conclude l’attività il 2 luglio nello splendido cortile della Certosa di Calci, dove ripropone integralmente il Festino di Banchieri (oboe primo Tommaso Guidi; oboe secondo Luisa Pardini; clavicembalo Piergiorgio Pirro).

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